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12 librerie per inciampare felici

12 librerie per inciampare felici

Liindi, al Florence Folks Festival, la rassegna dedicata a 12 librerie indipendenti di Firenze.

Il bello è inciampare. Ormai le informazioni ti seguono ovunque, ogni percorso sembra già tracciato, ogni angolo esplorato, “tutta la città ne parla”… sbagliare, sorprendersi, stupirsi? L’imprevisto non compare tra le opzioni disponibili.

Ma a volte ancora, quando meno te lo aspetti, inciampi. E’ come una magia, ma la formula non sembra complicata: l’atmosfera giusta, una sensazione di benessere che ti fa abbassare la guardia, allentare le difese… e succede. Il bello, inaspettato, rompe l’ordine, disturba la simmetria, spezza il flusso.

Inciampare. Trovare quello che non ti aspettavi. Quello che stavi cercando, senza saperlo.

Al Florence Folks Festival sono specialisti dell’inciampo felice.

Quello che ti fa muovere di casa è la parmigiana di melanzane, la tovaglia a quadretti della sagra: modalità calura cittadina “on”. Musica, drink: 100% easy. Com’è quindi che ti imbatti nei librai che ti consigliano cosa leggere d’estate?

E’ “Liindi”, rassegna nata quest’anno da un’idea di Irene Borsotti, dedicata alle librerie indipendenti di Firenze. Ne sono arrivate 12 a presentarsi, tra le 69 mappate dal Comune di Firenze nella sua Guida alle librerie indipendenti di Firenze (febbraio 2019), in quattro piccoli talk condotti da chi scrive. E l’atmosfera è così adorabile, così deliziosamente casuale, che sei felice di inciamparci. E di cascarci.

Succede così che viene facile parlare con libraie e librai in un posto dove di libri non ce ne sono e al posto della parete c’è una serra verde che ti invita a riflettere sull’equilibrio tra gli esseri viventi sul pianeta.

Succede così che i librai, che di solito sono quelli che organizzano presentazioni, eventi, firmacopie, incontri con gli autori… sono loro, per una volta, protagonisti sul palco.

Succede così che a un certo momento non capisci più se stanno parlando da librai o da lettori, perché, come in tutti i lavori che sono frutto di una passione, va a finire che non c’è più un confine netto tra quello che fai e quello che ami.

Difficile definirli, i librai: commercianti o operatori culturali?

La verità è che nel loro lavoro si trovano a maneggiare quella materia assai delicata che è la fantasia. Sanno orientarsi nel mare magnum di storie prodotte ogni anno dall’editoria contemporanea per aiutarci a trovare le vite in cui poterci rifugiare quando siamo un po’ stanchi della nostra. A disegnare le mappe (mai obiettive, a essere sinceri, anzi sempre di parte, ma pur sempre indispensabili) di cui ci serviamo per dare un senso ai nostri pensieri e cercare di capirci qualcosa nel guazzabuglio della realtà.

Non è un caso che quasi il 70% dei lettori, anche quelli che (orrore!) comprano i libri su Amazon, prima si faccia un giretto in libreria per farsi ispirare nella scelta…(*)

Ma le storie, le vite e le mappe che servono non sono certo le stesse per tutti! E per fortuna bastano poche parole per accorgerci che non esiste “il/la” libraio/a e che non potremmo trovare persone così diverse come queste che si alternano al microfono di Liindi, a Manifattura Tabacchi. Forti personalità, a dirla tutta, che si ripecchiano nelle rispettive librerie!

Per questo una libreria non è sufficiente e tutte sono necessarie.

Il giro di Firenze nelle sue librerie? Si va da una libreria dichiaratamente radical chic come  Todo Modo, a una rilassata come Puntifermi. Da una libreria “ad alta voce”, come Cuccumeo, a una “fuori di sé”, come Tatatà, a una coraggiosa, come On The Road. Si va dalla Piccola Farmacia Letteraria, pragmatica e determinata, alla radicale Marabuk, alla positiva e pratica Florida. Dalla libreria Alfani, che affonda le radici in una storia familiare, alla libreria Alzaia, figlia di un progetto che dialoga con l’attiguo centro culturale, a librerie che diventano progetti di vita, di famiglia e di relazione con il quartiere, come Leggermente e Farollo e Falpalà.

Quasi una mappa emotiva della città, capace di preservare e rappresentare non solo la bibliodiversità ma anche l’umana diversità. Lo spirito di ogni libreria indipendente emerge come mix, unico e irripetibile, tra il carattere del/della librario/a e quello del territorio. Tanto che alla fine la personalità di una libreria la fanno un po’ anche i lettori che la scelgono, la frequentano, ne fanno un luogo del cuore. Personalità affine, atmosfera, scelta ed esposizione dei titoli, prossimità… cos’è che fa di una libreria la tua libreria del cuore?

Ed eccoci di nuovo alle Buone Librerie. Non i grandi magazzini, non internet, ma Buone Librerie. Cioè una stanza (o due) in cui gli ignoti ignoti sono disposti su tavoli e impilati su scaffali. Una stanza (o due) dove puoi trovare ciò che neppure sapevi di volere e dove i desideri possono espandersi all’infinito. Espandersi, non essere soddisfatti, perché che gusto c’è a soddisfare un desiderio che si ha già? Farlo non ci renderà migliori o più grandi. Un desiderio soddisfatto è cosa misera e meschina. Un desiderio nuovo invece… 

M. Forsyth, L’ignoto ignoto

Perché alla fine il bello è inciampare. Magari in una buona libreria.


Ed ecco i libri consigliati (non solo) per l’estate dalle 12 librerie indipendenti fiorentine di Liindi.

  1. Libreria Florida – Olivier Bourdeaut, Aspettando Bojangle (BEAT 2018)
  2. Libreria Tatata – Stefano Faravelli, Tokyo (Confluencias 2011)
  3. Libreria Cuccumeo – Francesco Niccolini, Il lupo e la farfalla (Mondadori 2019)
  4. Libreria Todo Modo – Charles Simmons, Acqua di mare (SUR 2019)
  5. On the Road Libreria – Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino, Vie Invisibili. In viaggio dall’Antartide ai Caraibi sulle strade inesplorate (Sperling&Kupfer 2019)
  6. Piccola Farmacia Letteraria – Mariana Leky, Quel che si vede da qui (Keller 2019)
  7. Farollo e Falpalà – Gabriele Clima e Giacomo Agnello Modica, Il bimboleone e altri bambini (Edizioni corsare 2019)
  8. Libreria Puntifermi – Romain Gary, La vita davanti a sé (Neri Pozza 2005)
  9. Marabuk Libreria – Lou Palanca, A schema libero (Rubbettino 2017)
  10. Alzaia Libreria – Marco Balzano, Resto qui (Einaudi 2018)
  11. Libreria Alfani – Romain Gary, Gli aquiloni (Neri Pozza 2017)
  12. Libreria Leggermente – Erika Bianchi, Il contrario delle lucertole (Giunti 2017)

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(*) Fonte: indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale, realizzato in collaborazione con Pepe Research, 2018

Le foto in questo articolo sono di Alisa Martynova per il Florence Folks Festival